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Tra una pioggia e l’altra la primavera sfoggia tutte le sue armi di seduzione. Ed io, come ogni anno in questa stagione, mi faccio cogliere dalla voglia sfrenata di “andar per erbe”.

Tra i fiori, il profumo di natura e il cinguettio degli uccellini che impazziscono per amore.

Non è facile riconoscerle e sono complicate da pulire. Hai idea però del valore prezioso che può avere un piatto preparato con cura e passione primaverili?

In questa stagione i prati e i sentieri pullulano di erbe spontanee e fiori.
I ristoranti dell’Alto Adige propongono delicate ed innovative ricette a base di tarassaco, asparagi selvatici ed altre prelibatezze di campo. Qua e là primule, lavanda e viole.

In primavera, tra marzo, aprile e maggio si possono raccogliere:

  • Asparago selvatico: Ottimo lessato come il classico asparago e accompagnato a salsa bolzanina;
  • Radichella di campo (cioè la pianta giovane del tarassaco o dente di cane): dal sapore amarognolo, si gusta cotta o in insalata, condita con olio, aceto e sale;
  • Bruscandoli (ossia i germogli di luppolo): nel risotto, nelle frittate oppure saltati in padella;
  • Le foglie tenerelle dei ciocárin (erba schioppettina): dal sapore dolce, lessate e saltate in padella con aglio o cipolla, parmigiano, oppure nei canederli o nel ripieno degli Schlutzer.

Veramente le splendide montagne delle valli altoatesine vengono dal mare?

Perché nei musei sparsi per le Dolomiti sono esposti conchiglie, ricci e varie specie di coralli marini? Non ci sarebbe nulla di male se nell’indicazione della provenienza fosse elencata qualche località di mare. Invece qua e là solo nomi famosi di montagne e sorge un dubbio…

Il mistero dei “monti pallidi” (il nome scelto dai Ladini per le loro montagne) è riassunto sapientemente in un video scritto e diretto da Rolando Menardi e caricato su You Tube nel 2009, anno in cui le Dolomiti vengono dichiarate Patrimonio dell’Umanità.

Il video nasce da una collaborazione tra le Provincie autonome di Bolzano e Trento, le province di Belluno, Udine e Pordenone e la Regione Autonoma Friuli-Venezia-Giulia e il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.

Ancora oggi rimaniamo incantati di fronte allo scenario dolomitico. Le forme bizzarre, le infinite sfumature di colore di cui si tingono le montagne, sanno a volte emozionarci a tal punto da rapirci e trasportarci in un mondo surreale. Il mistero della loro bellezza si nasconde nel mare.

 

Sei appassionato di funivie, di passeggiate in montagna e di cucina tipica altoatesina? Allora potresti proprio venire a conoscermi! Mi trovo a Naturno (qui la mappa), a pochi km da Merano, in Val Venosta.

Sono diventata famosa perché da me il sole batte ben 315 giorni l’anno e le rocce calde tutte intorno hanno permesso la crescita di flora e fauna particolari. Se un giorno decidi di provarmi, sappi che sono capace di portarti in un battibaleno da 545 a 1300 metri slm.

Alla mia stazione di monte puoi scegliere tra numerosi percorsi escursionistici , accuratamente segnalati, alcuni semplici, altri più impegnativi. Tutti incrociano prima o poi l’Alta via di Merano (Meraner Höhenweg), la regina di tutte le escursioni nel Parco Naturale del Gruppo del Tessa. Qua e là lungo la strada trovi sempre ottimi masi e ristoranti ove rifocillarti prima di ripartire (carta escursioni e masi/ristoranti)!
Tra le altre mete da segnalare, il Monte Sole di Naturno, la Val Senales e il Monte Santa Caterina.

Valli altoatesine ha provato il sentiero numero 10, da cui si può godere di un fantastico panorama sulla Val Venosta e su Castel Juval, maniero in cui è ospitato il museo del “mito” della montagna voluto dal noto alpinista Reinhold Messner. Ho pubblicato alcune delle foto ricordo per darvi un assaggino del meraviglioso paesaggio che vi attende con impazienza, parola di Unterstell (i miei orari 2013)!

Il Patscheiderhof è un posticino davvero incantevole. Ti senti coccolato in tutto e per tutto. Dista solo pochi km da Bolzano ed è perfetto per un pranzetto, una cena un po’ particolare oppure per la merenda post passeggiata.

Si può raggiungere in auto seguendo le indicazioni stradali per il Renon e poi per Signato. Se preferite fare due passi (sentendovi già incolpa per quello che assaggerete!), vi consiglio di parcheggiare in prossimità dell’Unterinnerhof. L’albergo si trova ad Auna di Sotto sempre sulla strada per il Renon.

Di fronte al parcheggio trovate un cartello di legno con il segnavia n. 31 per Signato.  Vi porterà al maso in circa 30/40 minuti.

Passeggiando si gode di un panorama favoloso e una volta giunti potete scegliere tra vari piatti della cucina tirolese tra cui il Gröstl (pasticciata di patate saltate con lesso di manzo), i Knödel (canederli) classici con Speck, al fegato in brodo, al formaggio, agli spinaci, alla ricotta e alle rape rosse, gli Schlutzkrapfen (mezzelune con ricotta e spinaci), le tagliatelle al capriolo. Tra gli antipasti tipici trovate il Graukäse (formaggio grigio) con la cipolla e la testina di vitello all’agro con cipolla. Tra i secondi stinco di agnello, sella di vitello in crosta di olive, Gulasch di cervo, costine di maiale…….sono tutti ottimi!

Il ristorante è molto noto tra i Bolzanini e non solo (è segnalato su numerose guide enogatronomiche, tra cui Slow Food), quindi spesso pieno.

Consiglio di prenotare per tempo (a voi il numero: 0471365267).

Perchè al tramonto le Dolomiti si colorano di rosa?

Il sole le bacia prima di addormentarsi facendole arrossire un pochino (Heidi).

immagine di Re Laurino protagonista della leggenda delle vallialtoatesine

Re Laurino

Il diventar rosa delle Dolomiti è legato alla composizione della roccia che le costituisce. Contengono, infatti, carbonato di calcio e magnesio che investiti dalla luce del sole, in condizioni particolari, assumono una colorazione che va dal rosato al viola. I Ladini chiamano questo fenomeno Enrosadira.

In realtà….
tanto tempo fa, sulle Dolomiti, regnava Re Laurino, sovrano del popolo dei nani. Il suo regno si trovava sul Catinaccio ed aveva un bellissimo giardino di rose.
 
Un giorno Laurino si innamorò perdutamente di Similde figlia del re dell’Adige. Per averla utilizzò la prima delle sue armi magiche: indossò una cappa fatata che lo rese invisibile permettendogli di rapirla.
Ma la principessa era promessa in sposa ad Hartwig, il quale chiese aiuto al Re dei Goti, Teodorico. Questo scalò con i suoi guerrieri il Catinaccio, ove Re Laurino li aspettava per affrontarli in lotta. Sicuro di sé indossò la sua seconda arma magica, una cintura dalla forza incredibile pari a quella di 12 uomini. Quando però capì che stava per essere sconfitto decise di rendersi invisibile con la sua cappa fatata e si nascose nel suo giardino di rose. Ma i guerrieri di Teodorico lo scovarono ugualmente, osservando il movimento delle rose sotto le quali il Re tentava di rifugiarsi.

Lo catturarono ed incatenarono, poi liberarono la principessa. Laurino, pieno di rabbia e rancore verso il suo giardino di rose colpevole di averlo tradito, lanciò un sortilegio contro di esso. Nessuno avrebbe più potuto ammirarlo, né di giorno, né di notte. Si dimenticò però dell’alba e del tramonto, momenti in cui il giardino ancora oggi ritorna visibile.

Immagine dell'enorsadira

Uno spettacolo che raccoglie in silenzio emozioni infinite. A questo punto mancano solo le vostre foto di montagne vestite color pesca…… Condividiamole qui!

Vi propongo un’altra interessante escursione in Val Casies. Punto di partenza il parcheggio dell’impianto da sci a Santa Maddalena, di fianco alla Talschlusshütte (1.465 m slm). Se volete accorciare un poco le distanze, seguendo le indicazioni per Malga Stumpf (Stumpfalm, 2.000 m slm) dalla rotonda antistante la Talschlusshütte, trovate un altro parcheggio prima che inizi il sentiero da percorrere a piedi. Se vi piace slittare potete noleggiare presso l’ impianto il vostro mezzo per la discesa 🙂 al costo di 3 euro per mezza giornata o 6 euro per tutto il  giorno. La durata dell’escursione è di circa 1 h e 30 minuti se partite dal parcheggio più alto. Seguite il segnavia numero 47/48. Il dislivello è di circa 500, ma ne vale la pena, credetemi. Malga Stumpf è incantevole. Arriverete stanchi e affamati dal buon Pietro con la sua piccola stalla ed i tavolini al sole. Si prenderà con pazienza cura di voi, preparandovi piatti tirolesi semplici ma sostanziosi. Assaggiate il tea caldo al sambuco, buonissimo!! Salutate poi  i vitelli, le caprette, i due gatti ciccioni, godetevi il panorama delle vette della parte alta della val Casies tutte imbiancate. Per il ritorno cavalcate la slitta e fate a gara per chi arriva primo alla macchina, senza farvi male mi raccomando!!!

Il punto di partenza di questa escursione è il maso Mudler (Mudlerhof), raggiungibile seguendo le indicazioni dal paese di Tesido (Taistner), il primo che si incontra entrando in Val Casies. Sopra il Mudlerhof (1.590 m slm) trovate 2 comodi parcheggi, ove poter lasciare l’auto. Seguite poi le indicazioni per Malga Tesido (Taistneralm Vorderlam, circa 2.012 m slm). Il tempo di percorrenza è di 1 ora e mezza ed il percorso sale costantemente lungo una strada forestale fino alla malga.
Quest’anno Malga Tesido ha aperto il 22 dicembre, se non volete pranzare al sacco potete assaggiare i loro piatti, sono deliziosi!

gran fondo val casies

Se soggiornate in Val Casies (Gsieser Tal) potete fare veramente un sacco di cose. Si tratta di una valle minore dell’Alto Adige, poco conosciuta ma non per questo priva di offerte allettanti in fatto di divertimento! In questa piccola valle altoatesina è possibile scegliere tra sci, sci di fondo, slittate e numerose escursioni invernali con le ciaspole e non.

Sci: in fondo alla valle, in località Santa Maddalena, esiste un piccolo comprensorio scistico con propria scuola di sci, ideale per bambini, principianti e famiglie. Ha aperto il 23 dicembre.

Sci di fondo: il 20 dicembre hanno aperto i primi 25 km di pista (è lunga circa 42 km) per entrambi gli stili del tracciato Durna di Selva/Colle – S. Martino; è possibile altrimenti scegliere un anello a S. Maddalena. Nella giornata di oggi dovrebbero aprire ulteriori chilometri.

Nei giorni del 16 e 17 febbraio 2013 in occasione dell’anniversario si terrà il Campionato europeo Maratona sci da fondo. Le iscrizioni sono aperte a tutti ed è possibile iscriversi online.

La giornata spettacolare di domenica non poteva lasciarmi a casa.

Se avete voglia di sudare un pochino, senza esagerare, potete provare l’escursione agli Stoanerne Mandeln, ossia agli omini di pietra, in Val Sarentino. È piacevole sia d’estate che d’inverno. Per i mesi freddi conviene dotarsi di ciaspole e pranzo al sacco (non ci sono malghe arrivati in cima).

Il punto di partenza è la Sarner Skihütte (Rifugio Sarentino), raggiungibile percorrendo la strada che sale il versante a sinistra della chiesa del paese (è ben indicata dai cartelli). Se credete di aver sbagliato strada ricordatevi che dovreste superare sulla sinistra  un maso che vende formaggi e le indicazioni di un maso che vende prodotti delle api.

Dalla Sarner Skihütte (1.614 m slm) seguite il segnavia che indica gli Stoanerne Mandeln – omini di pietra (2.004 m slm). Tempo di percorrenza indicato sul cartello: 1.20 h. Se volete impegnarvi di più potete partire dal paese calcolando però circa 3 ore per effettuare 1.049 m si dislivello. Lungo la passeggiata, a circa 30 minuti dalla paretenza, avete la possibilità di riposare un po’ alla Malga Auner (Auneralm – 1.798 m slm) per poi proseguire in salita fino all’Aunerjöchl (Passo Auner) e raggiungere infine la cima. La dolce vetta degli Stoanerne Mandeln offre un fantastico panorama a 360° sulle Dolomiti. Provare per credere ;)!

L’escursione è quasi tutta al sole, vi consiglio il classico abbigliamento a cipolla.

Sabato pomeriggio mi sono dedicata alla visita di un altro mercatino dell’Alto Adige. Utilizzando il comodissimo autobus, avvolta nelle nebbie di fine nevicata, ho imboccato la Val d’Isarco e in un’ora circa di viaggio ho raggiunto il mercatino di Castelrotto.

Il mercatino è piccolissimo, costituito da poche casette distribuite tra il municipio e la chiesa. Oltre allo stand del Vin brulè con tanto di tavolino intorno a bidone infuocato per riscaldare le mani, ho trovato interessante la casetta trasformata in laboratorio di biscotti per bambini. Non ho potuto resistere. Siccome gli assaggini preparati dai piccoli erano a disposizione di tutti, anche degli adulti, ne ho approfittato.

Dopo un Apfelglühmix (succo di mela caldo) accompagnato a Krapfen alla marmellata di lamponi, ho fatto un piccolo giretto alla mostra di presepi, il cui ingresso si trova sempre sulla piazzetta.

Se volete visitare i mercatini minori dell’Alto Adige, andateci nel tardo pomeriggio quando tutte le luminarie sono accese e la gente del posto vi si reca con gli amici a fare quattro chiacchiere prima di cena.